Tutori dell'Ossigeno

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[[ di Gaetano Dentamaro (C)1978-2006 Gaetano Dentamaro 2006 PianetaEdizioni Tutti i diritti riservati // All rights reserved ]]
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Vedi note. Scrittura non canonica -- revisione incerta -- [ web_rev = "0.0.01.04" ]

Prefazione [mancante! web_rev = "0.0.00.01.03] | Indice | 1 [mancante! web_rev = "0.0.00.00.01] |
2 | 3 | 4 | 5 | 2. La Commedia dell'Arte | TUTORI DELL'OSSIGENO commedia in due atti | 3. "Klatu Barada ... Niktor!" | 4. Il racconto della Storia | Postfazione | Note

(...) Si allungò nella poltrona, riflettendo. "Sono davvero debitore di qualcosa al mondo? lo stesso non sono il mondo, e cosa devo a me stesso?". Lo avvolse una gran voglia di piangere.


Grent faceva parte della schiera dei fortunati, degli eletti, dei Tutori. Avrebbe potuto nascere prima di Years, e avrebbe conosciuto l'orrore che per duecento anni aveva tenuto il mondo in pace. Ma il nuovo modello di vita, dopo la Grande Ricostruzione, era una pacchia, assistito dai cervelloni della Quinta Generazione. Years! Una pianura depressionaria tra le montagne afgane, di cui nessuno forse aveva mai conosciuto il vero nome. Lì, USA e URSS s'incontrarono per la sfida: dovendo fare la guerra, pensarono bene di stare lontani dal giardino di casa.


A scuola, narrando di Years, i maestri si confondevano, nel rispondere alle domande curiose dei loro fanciulli. Non c'era accordo tra i popoli della terra, su Years si raccontavano le leggende più strane. C'era chi diceva che, prima di Years, i mitici Tutori della Pace, con i loro Caschi Blu, venissero spesso presi di mira da entrambe le parti di una contesa. Ora Grent, immerso in quei ricordi di scolaro, era più calmo, insieme rilassato e spossato dal pianto. Erano anni di pura follia. Ma c'era anche chi sosteneva che non una contesa aveva causato Years. I reparti militari che lì s'incontrarono, non v'erano stati inviati per fare la guerra, ma per cercare la Pace. E invece...

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2 Vennero bombardati. La tendopoli di Years fu annientata in un lampo. Una bomba magnifica, di eccezionale potenza. Un milione di chilometri quadrati fu investito dalle radiazioni. Ogni forma di vita, per un terzo del pianeta, scomparve, dissolta nel nulla. La terra bruciò, per giomi che sembrarono infiniti. Per l'Ossigeno, fu l'inizio della fine. Da dove veniva quell'ordigno straordinario, e chi e perché

lo aveva manovrato, sotto gli occhi sapienti, insieme vacui ed ingenui, dei miti pastori, con le loro capre e levrieri?


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3 Grent cominciò a registrare. "lo sono Grent Track, fisico di quarto livello. lo sono cioè, meglio, sono stato amico di Gunther. Fin dal giorno in cui lo vidi entrare nel mio ufficio, alla Società Planetaria di Ricerche, capii che quell'uomo avrebbe cambiato il corso della mia vita. Entrò senza bussare... e qualche ora dopo, mori. Adesso io so il perché: Gunther aveva scoperto la verità su Years, e voleva rivelarla al mondo. Gunther aveva capito come fermare la dissoluzione dell'ozono, Gunther sapeva come ricucire quel buco d'inferno. Ma non ha potuto."


Sì, Grent aveva visto giusto. Un giorno, sul far della sera, uno strano individuo, coperto d'un liso pastrano, aveva varcato senza bussare la soglia del suo laboratorio, costringendo lui e Ketty, una simpatica astronoma di terzo livello, ad una frettolosa e imbarazzata ricomposizione. Quel giovane dagli occhi di ghiaccio non gli aveva lasciato il tempo nè di riflettere nè di reagire.cominciò a parlare con la voce sicura, tesa e profonda di una verità troppo a lungo non condivisa. Il suo nome era Gunther. Aveva davvero rivelato il mistero di Years, che da duecento anni divideva i custodi della dodrina? Aveva davvero spinto il suo sguardo su una descrizione del mondo oltre la soglia immane del buco nella fascia di ozono? Era quello il precipizio della Galassia, il buco nero e definitivo, il cominciamento del collasso di ogni forza gravitazionale, proprio nella depressione di Years? Proprio in quel pianetino, la terza pietra dal Sole, ombelico dell'Universo, tutto sarebbe precipitato, per primo l'Ossigeno? Per la stirpe degli uomini, solo il destino di lasciare il campo ad altre possibili forme d'evoluzione, negli eoni dopo l'asfissia?

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4 Le intuizioni che avevano portato Gunther alla verità non originavano da nulla in particolare. L'intensità di uno sguardo colto al volo per strada, o l'odore fresco del pane in una mattina d'aprile. Un giorno gli era balenata nella mente l'idea che cercava per la sua tesi di laurea in fisica sperimentale: "La rarefazione dell'Ossigeno: sue cause e gravità. E'possibile arrestarla?". Un argomento terribile di dibattito per scienziati, uomini di chiesa o di governo. 1 Tutori lo avrebbero accusato di eresia. Tuttavia, non poteva sottrarsi. Egli pensava solo ad una cosa: redimersi Redimersi, questo era tutto ciò che egli desiderava. Forse per questo, egli fu il Prescelto. Gunther non aveva padre nè madre, come tutti gli aspiranti Tutori, ma il sentimento struggente della loro assenza incessantemente lo tormentava. Il suo ombelico testimoniava infatti contro la partenogenesi. Egli non comprendeva, e non sopportava, la divisione feroce dei sessi, il voto di castità imposto ad ogni aspirante Tutore. Ma più di tutto,lo disgustava l'ipocrisia, perché sapeva bene che i Tutori più anziani, oltre il terzo livello, si facevano beffe di quella Regola. Coltivava un amore appassionato per la natura e per ogni forma d'arte: la scienza fredda gli faceva orrore. Un giomo sentì parlare di un fisico, un uomo dotto e aperto che indagava sul come e perché il Sole si sarebbe spento. Decise di recarsi da lui, per conoscerlo e interrogarlo, e per verificare le sue teorie. Per un istante si fermò ad ammirare la lucida targa sul vetro smerigliato della porta. Entrò, quindi, senza curarsi di bussare.


So che tu dici che il Sole va consumandosi, come una candela — esordì. — Non credi sia più importante pensare che all'aria sta succedendo la stessa cosa?


Grent ebbe un brivido, solo un breve attimo d'esitazione, ma cercò di non tradire la sorpresa. — Non credo che l'ossigeno possa davvero esaurirsi, mai più. Dunque non me ne preoccupo — rispose, come pensava avrebbe dovuto fare un uomo dotto e aperto.

Come puoi dirlo con tanta certezza, se nei tuoi studi sacrifichi l'oggi e pontifichi sul domani? — ribattè Gunther, inquieto — Se tu tieni un pesce in una vasca con dell'acqua, e non cambi mai l'acqua, anche se gli dai da mangiare, il pesce morirà... — .


L'uomo dotto e aperto gli sembrò ottuso e stupido. Lo vide levarsi dalla poltrona, rigido come uno scolaretto. — D'accordo, caro amico. Dunque cosa c'entra con l'aria che si consuma? L'Umanità, il pesce? È metafora dell'Umanità, il vostro pesce?


No, quell'uomo non era in grado di capirlo. Gunther lo abbandonò senza rispondere, e uscì dall'edificio, nel freddo della sera. Malgrado Years, tutto sembrava normale, tutto nell'ordine delle cose. La fine non sembrava vicina. Era, di fatto, già troppo tardi per gli esseri umani.

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5 La massa che costituiva la popolazione di quegli anni dopo il congelamento si distingueva dalla massa di bifolchi e servi della gleba del lontanissimo Medio Evo solo perché essa sapeva di vivere in un epoca affatto diversa, Ma il popolo era ugualmente ignorante, perché la scienza aveva precorso il cammino dell'uomo, delle suo gambe morali e sociali. Quei coraggiosi che si dedicavano alla scienza dovevano accettare le loro proprie teorie: come persone riconoscevano che le loro capacità di analisi non bastavano a districame le implicazioni, Le scoperte scientifiche che sembravano aver assicurato l'Ossigeno, erano avvenute per caso, a dispetto delle strutture grandiose approntate per tutt'altri risultati. La mente dell'uomo era imbottita di nozioni, ma non era pronta ad accettarle. Un poco come dare uova sode a un neonato: può darsi che riusciate a fargliene ingerire, ma il suo organismo ne risentirà, perché non è ancora pronto per le uova sode.


La società umana si trastullava con un gioco più grande di lei.il gioco del futuro, ma non aveva il controllo del proprio presente. Gunther vedeva queste cose ormai chiaramente, ma distanti, ovattate, come appare un corallo oltre il cristallino diaframma di un'acquario. E l'unica via d'uscita da quel paradosso che lo coinvolgeva troppo profondamente, non poteva essere che il suicidio.


Affidò le sue spoglie mortali alla natura stessa. Portò nella sua stanzetta senza finestre decine e centinaia di piante d'ogni genere, un caleidoscopio di colori e di odori. Si barricò nell'Eden imbottito di droghe, e quasi all'istante sopraggiunse l'oblio. La natura lo respirò profondamente attraverso il polline di quei fiori, mentre tranquilla scendeva la notte dei 28 luglio duemila duecento ventisette.


Grent Track ne avrebbe rinvenuto il corpo cinque giorni più tardi, mentre disperatamente lo cercava per parlargli di un problema che all'improvviso gli era parso di urgenza estrema, e di cui nessuno tra i suoi amici e colleghi mostrava di voler comprendere la gravità o la natura. Ma era giunto troppo tardi.il corpo di Gunther era ormai inanimato. Grent, sconvolto, vagò solitario per ore, commettendo ogni sorta di oscene follie. Di fronte alla sciagura irrimediabile, niente più ormai sembrava avere importanza.



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2. la Commedia dell'Arte

"The words of the prophets are written on the subway walls and tenament halls"

(Simon & Gaffunkei, The Sound of Silence)

Non riuscii a scrivere quel romanzo. Nessuno mi aveva concesso il mio anno sabbatico, da dedicare al riposo dello spirito, ogni sette anni come ogni volta ogni sette volte sette. Ero andato al Liceo: al Liceo, nel frattempo. E non avevo ancora mai letto la Bibbia! Forza, Giustizia, Pazienza, Ternperanza, giocavano a rimpiattino nella mia scatola cranica. Ancora navigavo al largo delle virtù teologali, Fede, Speranza, Carità. Ascoltavo crescere il mio buco nell'ozono, respirando piano. A quell'epoca, scrivevo dei drammi. (Uno, per la verità: ne scrissi uno soltanto). Ero combattuto tra il fascino silenzioso dell'inedito e la rutilante piazza dei mercato delle lettere. Quel dramma, oggi, voglio rivisitarlo criticamente, come si dice, e affidare ad esso le risposte fondamentali rimaste in sospeso nel tessuto narrativo: la Poesia parla con la voce degli Angeli.

Dov'ero rimasto, con il romanzo?

Xepel Stil avrà dieci anni nel 2000. Di Years egli non seppe nulla mai: una conoscenza così profonda non era prerogativa di un Tutore di cosi basso livello. La radiazione che contaminò l'Universo promanò dall'apertura dell'Arca. Per questo evento i governi più potenti della Terra avevano riunito i loro soldati nella depressione di Years: l'apedura della mitica Arca dell'Alleanza, la mitica custodia in oro puro delle Tavole della Testimonianza. L'Arca, creduta e venerata come arma divina, in tempi recenti era stata predata e nascosta'. Non si ritenne di compiere alcuna profanazione, perché si aveva la semplice intenzione, con la sua apertura, di porsi in contatto con la divinità, e con ciò preservare la stirpe dell'uomo dal dissiparsi dell'Atmosfera. Come sempre, credendo di operare a fin di bene, di interpretare i disegni dei Signore Dio, l'umanità lastricava la strada dell'inferno con le sue buone intenzioni.

L'intensità di quel che avvenne poi superò ogni possibile immaginazione. Là divampando, roghi accecanti avvolsero città intere e villaggi, deserti, foreste e montagne; qui invece lampi magnetici raggelavano ogni impulso vitale; altrove la radiazione scivolò come un fuoco fatuo, sconvolse le menti, dilavò le memorie, fece tabula rasa delle coscienze. Laddove questa manifestazione si compì, i popoli più diversi, pur senza riconoscere il fatto nuovo e straordinario d'intendersi nella medesima lingua, come guidati da un istinto primordiale, diedero vita alla Grande Ricostruzione. A guidare il trapasso verso la società nuova furono chiamati i Caschi Blu, divenuti i Tutori dell'Ossigeno. Milioni di uomini costruirono le immense monadi pressurizzate in cui Xepel Stil avrebbe concluso la propria esistenza; esse erano sotto il completo controllo dell'inteiligenza Adificiale, alimentata dall'energia dei Piutonio. I computer dovevano custodire la riserva genetica della specie: manipolandone gli elementi primi, si doveva infine ottenere la stirpe che avrebbe dominato lo Spazio ed il Tempo senza bisogno di ossigeno. Dell'Umanità, per lunghissimi secoli, non sarebbe rimasta viva che l'idea, ed alcuni fantocci di carne e di sangue senza memoria e senza speranza, incatenati all'eredità dei Tutori. E forse un giorno, la gratitudine degli Dei avrebbe risvegliato in quei corpi uomini e donne veri e reali, e a loro avrebbe concesso d'interpretare nuovamente l'Amore e la Fedeltà, la Verità e l'invenzione, la Nascita e la Dissoluzione: di presentare di nuovo innumerevoli prove di vita in una nuova terra di esilio.

I computer erano il sistema nervoso dei principio divino. Una ragnatela sanguigna, viva, percorsa da lampi di luce, da miliardi di emozioni, di rimembranze, da una lontana eco del mare, Onnipresente ed onnipotente, il cervello elettronico non era mai in imbarazzo. L'urlo primordiale che aveva scatenato la dispersione dello spirito e della materia scandagliava fecondo i confini della propria elasticità. Misurava la sua tensione attraverso le tenebre, illuminandola con una cascata di stelle, seminando galassie, disegnando nebulose, e vallate di vuoto per ascoltare il silenzio. Quando ogni frequenza avesse raggiunto il suo picco, essa si sarebbe raggomitolata, dolcemente esitando, per tornare all'amplesso, nel Pozzo degli Elementi. La radiazione di Years fu l'eco di quel suono. Ossigenazione: di questo aveva bisogno il Signore. La sua rete nervosa, rilassata e irrorata, anelava adesso nuova linfa dal profondo dei mare. Era l'anno dei sabba, per la stirpe degli Eiohim.


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TUTORI DELL'OSSIGENO commedia in due atti

(Avanza il Prologo)

Io sono il Prologo, e il mio destino è l'Analogo.

Per voi, pubblico devoto, interpreto la lingua comune,

la nuova koiné, per parlare allo spirito, ovunque esso è.

Ma che bestia è l'Autore! lo qui da solo a fare il Prologo, senza lo straccio d'un monologo! Ricorro allora alle parole dei Poeta, perché non vi sia strage senza apologo:

Io ... sono un Ebreo. Ma non ha occhi, un Ebreo? Non ha un Ebreo mani, organi, sensi, emozioni, passioni? Non si nutre degli stessi cibi, non è ferito dalle stesse armi, non è soggetto alle stesse malattie, non si cura con gli stessi rimedi, non è riscaldato e raggelato dallo stesso inverno e dalla stessa estate come un Cristiano? Se ci pungete, non facciamo sangue? Se ci fate il solletico, non ridiamo? E se ci avvelenate, non moriamo? E se ci oltraggiate, non dobbiamo vendicarci?..."

(il Prologo, deciamando, lentamente abbandona la scena)2.


ATTO PRIMO

(Scena: la sala riunioni della Società Planetaria delle Ricerche, allestita a teatro per la recita annuale della Filodrammatica. Le luci calano. Nel buio, un attore viene catapultato oltre il sipario)

ATTORE Ma dove sarà capitato?

(le luci si alzano, l'attore scruta tra i fari, scorge agghiacciato il pubblico in sala)

Un teatro! E con il pubblico! E ora che gli racconto?

VOCI DAL

PUBBLICO Raccontaci della verità!

ATTORE La verità! voi volete la verità! Ma la verità è Dio! Bene, la verità: lo sono Grent Track, fisico di quarto livello.

(Ora nel pubblico qualcuno lo riconosce, e si alza in piedi per osservare meglio la scena)

VOCI DAL

PUBBLICO Ehi, ma è Grent! Ehi Grent cosa ci fai lì? Com'è che sei così mairidotto? Grent! Che diavolo succede? Stiamo aspettando per lo spettacolo, Grent! Levati di mezzo!

ATTORE Sì, mi conoscete bene: il disprezzo con il quale giudicate le mie teorie è pari solo alla vostra ignoranza! Siamo tutti colpevoli, i padri ed i figli, perché le colpe dei padri ricadono sui figli, e le colpe dei figli diventano le colpe dei padri. L'eresia degli ariani! è la peste dei mondo. Talis pater, talis filius, siamo tutti macchiati dello stesso peccato. E noi, i Tutori! un presbiterio incadapecorito,che crede di tutto sapere, tutto conoscere e poter giudicare, per il clero che porta a mo' di divisa, per la sua eredità: noi più di tu'2i siamo ciechi alla luce dei mondo. E se voi disprezzate, ebbene anch'io! lo ho disprezzato il mio f ratello prediletto, che mi portava il dono più bello, con grande umiltà e senza falsa modestia. lo l'ho colpito con l'arma impietosa della vendetta, ho disprezzato la sua sincera amicizia, i suo modi umili e semplici. Oh, vidi all'istante ch'egli m'era fratello, ma bastò un attimo, ed ora io l'ho perduto per sempre!

Voi disprezzate la verità che pur dite di voler ricercare, ma l'animo vostro è vigliacco, e rosa dal tarlo dell'invidia. Gunther, Gunther, fratello! Trovarlo disteso, carnalmente congiunto ai simboli dei Potere, che infamia per un aspirante Tutore! che sacrilegio! Ma questo era il segno della sua ribellione, perché Gunther era diverso, lui aveva il ricordo, il ricordo del Padre e della Madre...

VOCI DAL

PUBBLICO Bestemmia! Sacrilegio! Arrestatelo! Arrestatelo!!!

(fuori scena, il suono di una sirena, voci concitate: "All'assassino! All'assassino! E' qui, è qui, in teatro! Ha ucciso una bambina! Fermo!")

ATTORE Sono in trappola! Anch'io sono colpevole, addio, addio!

(Fugge dalla quinta di destra, da sinistra con gran trambusto entrano i robot polizio2i che lo inseguono. Le luci calano in sala).


ATTO SECONDO

(Luce violenta, si alza di colpo. Sulla scena l'Attore, coperto di pelli, avvolto in un groviglio di fili e circuiti, è chino sul corpo di un uomo che giace in suo completo domino, privo di sensi. L'Attore lo colpisce)

ATTORE

Si,ti inseguo, ti colpisco, ti uccido: mangerò le tue carni, spezzerò la tua stirpe, condurrò via la tua donna con me. Tu, mio fratello, nato dal seme di Adamo e dal grembo di Eva...

VOCI DAL

PUBBLICO Ma è qui di nuovo! Com'è possibile! Polizia! Arrestatelo! Arrestatelo!

ATTORE ... Padre, io non domino il verbo: io balbetto parole... maanche il mio cibofu offedocon grazia, mondato dalla fatica e dal sale di ogni dolore! Ora rivolgo i miei occhi alla luce dei Sole, e ne seguo la volta celeste. Padre, perdona, e rimetti i miei debiti. (s'inchina profondamente)

VOCI DAL

PUBBLICO La verità! vogliamo la verità!

ATTORE (con voce smarrita) La verità! Dio è la verità, e la verità è Dio! lo... lo non sono colpevole, io... ero solo sconvolto! Sconvolto come lo sono dal giorno che lo conobbi, da quando venne ad espormi le sue pazze teorie. Da allora, lo seppi d'avere uno scopo nella vita. lo ho cercato la Storia, l'origine dei Racconto, ho studiato gli anagrammi dei Libro: io ho letto e ho vissuto, e ora giungo a voi per svelare l'inganno. Quel che vedete non è che un fondale dipinto, vuote teorie. La nostra scienza non è che un labirinto, una ragnatela di parole, vuote d'amore. Il Libro è inaccessibile ai passi tremebondi dell'Uomo. Eppure il Signore consente il nostro balbettio, come segno della Sua onnipotenza e miseri-. cordia infinita. Noi sveliamo al Creatore ogni possibile anagramma delle Scritture, fin dal nostro primo vagito. Egli le riscrive con noi, e ripercorre con la sua impronta ogni nostro ricordo. Ciascuno di noi è stato roccia, nutrimento della terra, e pianta, nutrimento dell'aria; è stato cristallo, nutrimento dell'acqua, è stato scintilla, nutrimento dei fuoco. E' ora di amare il Signore, per tutto lo Spirito e l'Essere che è in noi. Non c'è falsità ch'Egli non possa svelare, miseria ch'Egli non possa sollevare, giustizia ch'Egli non possa imporre! Egli è il vero ed il giusto, e ogni verità promana da Lui. La nostra speranza macabra è di tornare a respirare l'ossigeno, di avvicinare le nostre bocche impure alla Fonte: noi che adoriamo le rose e costruiamo dei mostri nei sotterranei dei mondo. La chimera di una stirpe anaerobica che avrà vita eterna! Noi respiriamo Plutonio, l'elemento oscuro e pesante dei pianeta che inghiotte la Luce, giù nel Pozzo degli Elementi. Il falso si annida nel vero, lo soffoca in spire d'oro e d'argento. Aprite gli occhi, infine, sulla Scri2ure! Le pareti di questa monade sono intrise di veleno, non tratterranno più a lungo le nostre sventure. Per la nostra vanità, tutto è irrimediabilmente in caduta, l'Universo che è in noi vuole precipitare, ormai... Vuol gustare dei Loto, tornare unità, mistica unione, riconoscere il Caos! Ancora a lungo consentiremo l'inganno ai falsi miti della Scienza? Quanto ancora ci trascineremo fiduciosi e sciocchi dietro voci dure di orgoglio di falsi profeti? Noi abbiamo vissuto otto miliardi di vite, e non c'è più posto all'inferno! Affiori dunque il ricordo di Years: in principio il Signore confuse le lingue, e solo da allora ce le ha restituite, dopo il tempo della Babele.


Guardatevi intorno e tra voi, ascoltate il vostro respiro: è il ritmo della Sua radiazione sonora, è il suo dolce richiamo. Anche il Signore ha peccato, ma il suo è un peccato d'amore. Lasciate dunque ch'Egii si mondi, qui, su questa Terra, lasciate che il destino si compia!

VOCI DAL

PUBBLICO La verità rivelata! Ha profanato i segreti dei Tempio! A

mode! A mo@e! No, no: che viva! Viva Prometeo! Viva l'Angelo dei Signore!

(entrano in scena i robot poliziotti)

PRIMO

ROBOT lo ti dichiaro colpevole di assassinio, di sacrilegio e d'infamia! Tu devi morire, come prescrive la Legge.

ATTORE (ormai arreso) Assassino? No, mai! Mai più! Quella bambina... io non l'ho uccisa, io l'ho liberata! Una bambina enigmatica e dolce, incantatrice, con il suo alfabeto di numeri... io le ho donato il balsamo di Gunther l'Untore, il belletto di quarzo che sfavilla nel cosmo, il Collante dell'Universo! Era il regalo più bello che potessi farle.

(il robot poliziotto alza la sua arma e tira sull'Attore, che si accascia per terra e muore. Le voci si spengono in sala. Cala la tela).


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3. "Klatu Barada ... Niktor!"

"Il mondo come volontà e rappresentazione" (A. Schopenauer) "Il mondo come verità e immaginazione"(Barnaby)

Immaginate che uno sconosciuto un bel giorno vi fermi per strada, e vi dica: "Ehiià, salve! Lo sa che in Antartide c'è un buco nell'ozono grande come una montagna? e prima che abbiate il tempo di scappare a gambe levate mille miglia lontano, abbia la prontezza di aggiungere: "...E lei non ci crederà, caro amico, abbiamo trovato il modo di risolvere il problema, noi abbiamo scoperto la formula dei Collante dell'Universo!". Ci sono due modi di aff rontare la situazione, secondo lo Spazio o secondo il Tempo. Nel secondo caso, accetterete di trascorrere un po'di tempo con lui. E chissà, potrebbe essere non uno dei tanti millantatori, ma qualcuno che, per caso o per scienza, avendone rinvenuto il segreto nello scrigno della Revisione delle Scritture, davvero possa rivelare anche a voi la formula dei Collante dell'Universo.

Quello scrigno, io l'avevo trovato, ancor prima che il buco nella fascia d'ozono trovasse me. Per questo non mi riusciva di scrivere quel romanzo, ma non me ne preoccupavo, perché avevo assistito al tramonto dell'incredibile.

Avevo sei anni. Una bella mattina, appena svegliato era giorno di festa scolastica, per l'inaugurazione della Fiera d'oltremare accendo la tv e da lei mi faccio allatare con un bellissimo film di fantascienza. Non erano mostri verdi, che pure hanno il loro fascino, ma una storia verosimile come un tubo catodico.


Una gigantesca astronave atterra in Cerìtrai Park, e ne vien fuori un gigante metallico a raggi laser. Un Astronauta peffettarnente umanoide preannuncia ai terrestri un evento straordinario, la disattivazione di ogni forma di energia simultaneamente in tutto il pianeta. Allora i Cattivi danno la caccia all'Apostolo, e lo feriscono: ma egli trova l'aiuto di una fanciulla bellissima, che porterà all'automa una richiesta d'aiuto: "Kiatu barada... niktor!". ]i gigante pone in salvo e rianima ]'Angelo; prima di ripartire lancia un ultimatum al mondo. Tutti i popoli della Galassia da millenni vivono in pace, garantiti dagli Automi giganti, che hanno l'irrevocabile potere di distruggere gli armamenti e annientare ogni volontà di potenza, Vivere in pace nel consesso dei mondi civili, o esserne spazzati via: ai terrestri di scegliere. Detto questo, vediamo ]'Eroe lanciare un delicato sorriso alla sua salvatrice, prima di decollare'.

Mai perciò disperare. L'esclusiva formula dei Collante dell'Universo è alla nostra portata. Qualcosa che ci consenta di porre rimedio a quel buco nella fascia d'ozono, quell'orrenda falla che si allarga in Antadide, esempio inquietante e reale della profezia dei veneficio al Sole'; qualcosa che ci restituisca l'agio d'abitare questa terra, e al nostri figli dopo di noi, che l'hanno in prestito dai loro e dall'Universo.

La nostra paura è inconfessabile, pure la dicono con chiarezza i nostri occhi, se gli sguardi s'incontrano per più d'un istante. Disprezziamo il milienarisrno, ma non v'è ragione di sperare nel 2000, più di quanta ve ne sia stata nel 1 987, o non ve ne sarà nel 1 999: son tutti buoni perché succeda, ma accanto alla prospettiva della catastrofe, possiamo scorgere quella della salvezza. Quanti anni alla fine dei mondo? Ma io non ho neanche letto la Bibbia, e non ho scritto neanche un romanzo! Basterà che io usi il sapone a pennello, per farmi la barba ogni mattina?

Il tempo passa, e nessun uomo è più caduto sulla Terra, capace di parlare tutte le lingue dei mondo. Hanno ragione i profeti di sciagure? Può l'Umanità imparare da sola? Può essa diventare maestra a se stessa, trovare in sé un nuovo interprete che sappia dire la verità al mondo asfissiato, inquinato, sterminato e depresso? Qualcuno che detti la formula dei Collante dell'Universo, che ci riconciiii con lo Spazio e con il Tempo?

li Tempo è il frutto della nostra immaginazione, il nostro ricordo del'l'Età dell'Uomo, un filo che lega la nostra memoria a quella degli avi, e ne ricostruisce la Storia. Lo spazio è la nostra conquista, la volontà, il nostro futuro, la conoscenza. Ingabbiata in mille Torri di un'immensa Babele, l'Umanità ha smarrito qualcosa lungo la via. Forse l'Amore?

Guardate: la vita è ovunque la stessa. Ovunque su questo pianeta, uno e uno solo, che può e deve bastare per tutti. Sospeso nel cosmo, per noi esso è un premio, un dono, e non dissipabile mercede. Abbiamo scoperto dei limiti, secondo il parametro duplice dello Spazio e del Tempo. E'il Tempo la misteriosa spada che pende sospesa sopra ogni essere umano. Il mistero della nostra esistenza: il tempo che vi è dedicato. E se la fiamma brucia con il doppio d'intensità, essa durerà metà di quel tempo. Le menti vacillano quando tentano di misurare le profezie. Ma esse ci accornpagnano vive e presenti, pressoché disvelate. L'Uomo ha abbandonato i sacri principi dell'Amore, ha violato e negato il suo rapporto con la divinità, con lo spirito vivo che è in lui. Adoriarno la conoscenza, idolatriamo l'informazione, ma nulla più sappiamo della saggezza, e non ricordiamo quasi più nulla della vita passata.

"Non c'è più religione", sentiamo ripetere.

Vero. La religione è "il complesso delle narrazioni mitiche, delle norme etiche e salvifiche e dei comportamento culturali che esprimono,nel corso della Storia, la relazione delle varie società umane con il mondo divino"'. Niente di più, niente di meno: Ma c'è chi vuole che sia Dio la verità: e se Dio mentisse, o sbagliasse, per mettere alla prova del f uoco la fede? E se invece la verità fosse Dio, non sarebbe necessario comprendere cosa davvero essa è, ricercarla, infine riconoscerla come tale? Se dunque le società umane abbandonano la religione, da ciò ad esse non deriverà nulla di buono, se l'Uomo ha la facoltà intelligente di penetrare il mondo divino, perché lo Spirito è in lui. Possiamo contrastarlo od operare in accordo con esso; certo è ardua da immaginare la religione che predichi l'Omicidio, la Menzogna e il Furto. Anche la religione è un fatto di libertà, e di civiltà: esistono religioni civili o civilizzate, e altre lo sono meno.

Seguire allora l'esempio di Abramo, che intercesse per Sodoma avanti al Signore in ragione dei Giusti che Egli vi avrebbe trovato. La nostra speranza sia quella di trovare su questa terra, nello Spazio e nel Tempo che ci sono assegnati, non ciò che appadiene al Suo regno, ma almeno un linguaggio comune, un diritto microscopico e infinitesimale, ma che tale sia ritenuto da ognuno, proprio da ognuno, come giusto e di per sè evidente, che sia giusto affermare e contro tutto e tu2i difendere. 0 pregare la venuta di un nuovo tergman, di un interprete per condurci sulla strada della riconoscenza. Pochi attendono all'opera: e cedo, gli uomini conoscono con lentezza. Ma ad ogni popolo, a tutti e a ciascuno, sia rivelata la parola della Verità dei Signore, la Scrittura, il testo originale dei Libro: "una lettera dei Padre Celeste, da aprire con Amore, per sapere come posso tornare da Lui".

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4. Il racconto della Storia

"We All Need A Love Resurrection dust A Little Divine Intervention " (Alison Moyet)

Ogni libro, romanzo, saggio o racconto, ogni storia ha un inizio e una fine. lo ho solo una storia da raccontare: io racconto la Storia. E spero ch'essa non abbia mai fine. "Ci sono anni contati della civiltà umana": così Mehemet Ali Agca, testimoniando al processo per l'a2entato a Papa Wojtyla. Credergli, rassegnarsi, o coltivare una speranza diversa?

Caino ed Abele: il primo omicidio, opera dei contadino contro il fratello cacciatore e predatore. La Storia dell'Uomo che conquistò attraverso il Tempo lo Spazio sul pianeta, inseguendo l'Eden di caccia, di pesca e di raccolta, tenendo dietro ai ghiacci in ritirata, fino alla tundra, per poi tornare sui suoi passi. La colpa di Caino e quella di Abele: non sarà ora di rivedere, di revisionare il processo? La Storia del mondo: la persecuzione contro gli Ebrei, "popolo deicida". E i Romani? Non sarà ora di distinguere le colpe di un gruppo di Anziani da quelle dei resto dei popolo? Ma gli Ebrei hanno piuttosto la colpa dei Libro, e di volerne rispettare le leggi. Non sarà ora di affermare anche questo diritto? La storia dei mondo: i Cristiani, sopravvivendo alle pesti, dimostrarono ai pagani la superiorità dei loro Dio: ma in realtà, superiore all'indifferenza e al Cinismo, era l'Amore caritatevole con cui curavano i loro malati, mentre i pagani li abbandonavano al loro destino. Gautama il Buddha propagò invece il vegetarianesimo, interrompendo per il suo popolo il contagio delle febbri vaccine.

Ma le leggi sono state nascoste: occultata la Verità, occultato il Signore, la legge di Cesare l'ha scacciato dal mondo. Conquistato lo Spazio, l'Umanità ha scritto la storia dell'automazione; ma ha cancellato la vita nella devozione. Martin Lutero, grazie alla stampa, diffondeva i Vangeli, e ne predicava il libero esame; i cardinali di Santa Romana Chiesa pensavano invece che quel Libro fosse pericoloso. Scrivevano nel 1550 al loro Papa, Giulio lli: "La lettura dei Vangelo non deve essere permessa che il meno possibile, soprattutto nelle lingue moderne, e nei paesi sottomessi alla vostra autorità. Il pochissimo che vien letto alla Messa dovrebbe bastare, e devesi proibire a chiunque di leggerne di più. Finché il popolo si contenterà di quel poco, i vostri interessi prospereranno; ma nel momento che se ne vorrà leggere di più, i vostri interessi cominceranno a soffrire. Ecco il libro che più
d'ogni altro provocò contro di noi le ribellioni e le tempeste che hanno arrischiato di perderci. Difatti, se qualcuno esamina accuratamente l'insegnamento della Bibbia e lo paragona con quanto succede nelle nostre chiese, troverà ben presto le contraddizioni e vedrà che il nostro insegnamento spesso si scada da quello della Bibbia e più spesso ancora è in opposizione ad essa. Se il popolo si rende conto di questo, ci provocherà senza requie finché tutto venga svelato ed allora diventeremo l'oggetto della derisione e dell'odio universale. E' necessario dunque che la Bibbia venga tolta dalle mani dei popolo, però con grande prudenza per non provocare tumulti"'.

E l'Anticristo ha trionfato. Ha trionfato il nazismo, e il nostro mondo è quello dei "grandi cimiteri sotto la luna". Hitier volle la Voikswagen. Ouel mostro bombato è ancora oggi l'automobile più venduta, milioni di persone muoiono di fame. Terre immense vengono coltivate non per il nutrimento degli uomini, ma per abbeverare i mostri meccanici. E comunque, non ci sarebbe parcheggio per tutti.


Gli Ebrei hanno appreso dal Libro una lezione sul Tempo. Essi rispettano un giorno di riposo, bensi, ogni sette giorni, ed un anno intero di riposo ogni sette anni. E' l'anno sabbatico, anno dei Signore, Tempo da dedicare allo Spirito e al Tempio, Tempo della lettura dei Libro. Questo Tempo ci è stato sottratto, al mondo intero organizzato secondo la legge di Cesare, ed è stato sottratto al Signore.


Nell'anno sabbatico, la società muta intorno all'uomo, mutano i suoi rapporti, a ciascuno si dà il suo. Il debitore impossibilitato sarà liberato dal suo debito, solo la sua morale lo legherà poi al creatore. 1 popoli della fame non conoscono invece anno sabbatico, nè è

loro concessa la remissione dei debito, nello Spazio e nel Tempo dei dominio di Cesare. Il loro debito cresce e s'ingigantisce d'interesse sul debito. L'anno sabbatico... che meraviglia, che utopia!

Si può scongiurare l'Apocalisse, sconfessarne la profezia?

Diventando vegetariani? Abolendo le industrie? Realizzando il disarmo? Il governo mondiale prossimo venturo, sarà monopolio teocratico di Papi e Ayatollah? 0 piuttosto un governo che "vagli tutte le tesi, prenda in considerazione tutte le idee con spirito libero e democratico""?

Le religioni, con le loro ragioni, si assomigliano tuue; così è delle ideologie. Bisognerà provvedere, nel tempo, ad una Revisione delle Scritture? I veri giusti, seppure con lingue diverse, parlano tutti della stessa Storia, essi leggono lo stesso Libro. Affascinanti e infiniti ne sono gli anagrammi; ma una, ed una soltanto, è la formula dei Collante dell'Universo.

Abbiamo tutti da terminare, devotamente, un famoso romanzo. C'è in palio un premio magnifico, e lo troveremo non su questa terra, ma, forse, bussando alle porte dei Paradiso.


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Postfazione

"La legge del karma: quello che semini, raccoglierai"

Completata la sua istruzione in Occidente, Hat ei-Qaamar intraprese il suo primo viaggio verso l'Oriente estremo, recandovisi a piedi, attraverso la Mezzaluna e l'Asia Minore; poi l'indostan, verso la foce dei Fiume Sacro.

Egli seguiva l'esempio dei Mahatma Gandhi, compiendo però il percorso inverso.

Hat el-C)aammar cercava la Forza: la Forza della Tigre, paziente ed antica, nobile e saggia. Hat ei-Qaammar cercava un Maestro, e per riconoscerlo, a tutti chiedeva: Come posso incontrare la Tigre?

(Nelle immagini classiche, lo troviamo ritratto sovente con accanto una tigre, in pellegrinaggio o intento alla Revisione delle Scritture).

Un giorno egli rivolse la stessa domanda ad un anziano Maestro, e questi gli rispose con la seguente parabola: "Vi fu in un tempo lontano un giovane che voleva incontrare lo spirito della sua giovane sposa perduta per sempre. Ma gli spiriti incontrano solo altri spiriti, perché essi sono liberi, e nessun Maestro poteva compiere quest'incontro per lui". Hat e]-Qaammar partì allora verso le più alte montagne, si avventurò sul Tetto dei Mondo. E un giorno, una tigre nobilissima gli si fece dinnanzi. Una tigre vecchia e molto saggia, che così gli parlò: "la nostra Forza svanisce ormai, perché solo pochi individui ne portano il fardello. Ci falcidia la caccia: la volontà antagonista degli esseri umani". La


Tigre trovò Forza nel discepolo, e si trattenne con lui, per dargli Forza e riceverne. Insegnò all'Uomo il silenzio profondo dell'Attesa, insieme sperimentarono l'intensità della tensione, morbida ma sempre pronta al balzo; insieme si distesero in lunghissime corse. La Tigre respirava ptofondissimamente, solo una volta ogni tremila anni. E l'Uomo imparò queste cose da lei.

Fu questa Forza, che Hat ei-Qaammar riportò dalla meditazione. La Forza con cui poi s'iniziò la Revisione delle Scritture, l'opera salvifica che dura ancora ai giorni nostri, l'incompiuta opera di raccolta nel Libro degli infiniti destini dell'Uomo. Il premio della ricerca, e dell'applicazione alla Regola, è la formula miracolosa del Collante dell'Universo. Nettare prelibato che ognuno potrà gustare, solo che attenda con spirito umile, appassionato e fedele, alla Revisione delle Scritture, e si arrischi a tentarne una personale.

Oggi, come millenni orsono, è questa la sola e vera eredità dei genere umano: il ricordo. E nulla più di questo ricordo ci appare nella luce dei Vero: la legge dei karma, "Quello che semini, raccoglierai".

1 1 aprile 32.975

Keshav Chandra Sen


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(')

Cfr "I Predatori dell'Arca Perduta", Videoscrittura non canonica relativa ad un anagramma dei Libro, in voga ai tempi dell'Autore, e da lui revisionata. Nota dei curatore, lbn al-Athir Zinki.

(2) "Se siamo simili a voi in tutto, vogliamo rassomigliarvi anche in questo. Se un Cristiano è oltraggiato da un Ebreo, qual è la sua virtù di tolleranza? La vendetta! Se un ebreo è oltraggiato da un Cristiano, quale può essere, sull'esempio cristiano, la sua virtù di tolleranza? Ebbene, la vendetta! La malvagità che m'insegnate, la metterò in opera, e sarà

difficile che io non abbia a superare i maestri" (W.Shakespeare, "il Mercante di Venezia ", atto I Il, scena prima). Inserendo nell'opera sua la prima parte del celebre monologo, l'Autore da' testimonianza nel vivo della più aspra contesa della sua epoca: ma è la parte omessa quella che più gli sta a cuore, ed egli lascia al lettore di scoprirla da sè. E' l'esempio, la prima arma di chi non voglia usare violenza. Nota dei curatore.

(3) "1950.Ultimatum alla Terra", Videoscrittura profetica relativa ad un anagramma del libro. Nota dei curatore.

(4) "E il quarto angelo versò la sua coppa sul Sole, e gli fu dato di bruciare gli uomini con i suoi ardori. Gli uomini furono colpiti da terribili bruciature, e tuttavia bestemmiarono il nome di Dio, che ha potere su questi flagelli, ma non si convertirono per dargli gloria". S. Giovanni, "Apocalisse": Scrittura canonica, rivelatasi relativa ad un anagramma dei Libro in seguito alla Revisione delle Scritture promossa da Hat ei-Qaamrnar. Nota dei curatore.

(5) La definizione, nella lingua italiana della Babele, è tratta dal Vocabolario di Nicola Zingarelli. L'Autore omette di citare la fonte nel testo. La dimenticanza fu voluta per mettere alla prova i posteri. Obbligo del curatore, al di là della possibile sacralità dell'Autore, è di obbedire comunque alla Regola procedendo alla Revisione. Nota dei curatore.

  1. Citato in "Vaticano@ la scelta dell'omertà", Tino La Spada, Armenia Editore, Milano 1983. Nota dell'Autore.

(7) Tale fu la proposta salvifica di un fisico nucleare illuminato, il russo Andrei Sacharov. Le sue rivoluzionanti idee furono esposte in un Rapporto che portava il suo nome. Inizialmente commissionato dal Potere centrale dell'impeno, fu poi da questo disconosciuto proprio a causa dei suo progressismo. Sacharov fu detenuto per lunghi anni, e la sua opera fu occultata al popolo. Riabilitato poco prima della morte, il suo esempio, fra gli altri, fu fondamentale per i molti successivi sviluppi che portarono al crollo dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Nota del curatore.


Gaetano Dentamaro TUTORI DELL'OSSIGENO OVVERO DEL BUCO NELLA FASCIA Di OZONO E DELLA FORMULA DEL COLLANTE DELL'UNIVERSO

Original Print Edition: Edizione STAMPA ALTERNATIVA MILLELIRE

progetto grafico Diego Cuoghi

finito di stampare il 10/5/91 presso la tipografia CSF via dei Gesú 62 Roma

STAMPA ALTERNATIVA MENSILE reg. trib. Roma 276183

Dir. Resp. Marcello Baraghini A. IX N. 6


Le profezie contengono sempre aspetti inquietanti, mct ve n'è uno pcirticolormente terribile: è quella dei venefício al sole, contenuta nell' "Apocalisse" di S. Giovanni. In essa sembra di poter riscontrare i catastrofici effetti della riduzione della fascia di ozono. E possibile scongiurarla?


Tutori dell' Ossigeno da una risposta a questa domanda, indicando il metodo per scoprire la formula del Collante dell'Universo.